Come trattare i pidocchi in due case: guida per genitori separati

Come trattare i pidocchi: guida per genitori separati

Bimbi tra due case e pediculosi? Ecco una guida pratica per trattare i pidocchi e coordinare controlli e lavaggi anche tra genitori separati

Quando si scopre un problema di pidocchi e i genitori di un bambino sono separati, il problema è riuscire a intervenire in modo coordinato.

Il rischio più comune, infatti, è la reinfestazione: il bimbo si sposta spesso da una casa all’altra e questo vuol dire controlli fatti in giorni differenti, prodotti diversi, regole diverse su cappelli e accessori. In un contesto come questo, è facile saltare un controllo… ed ecco che i pidocchi ricominciano da capo!

Ecco, allora, una piccola guida per genitori separati alle prese con gli odiati pidocchi che prevede:

  • Controlli regolari: dividetevi i controlli con il pettine a denti fitti sui capelli umidi;
  • Allineamento: stesso metodo, stesse regole e, se lo scegliete, lo stesso prodotto in entrambe le case;
  • Calendario condiviso: segnate subito i giorni per i controlli e per la seconda applicazione del trattamento (se prevista).

I pidocchi si trasmettono soprattutto col contatto diretto tra le teste, lo sappiamo. Ma non aspettano che una distrazione per ricominciare la loro opera di infestazione… e quando un bambino passa da una casa all’altra, basta poco per distrarsi: un controllo saltato (“Mi è sfuggito”), un pettine e una tecnica diversi, un trattamento fatto diversamente, oggetti che fanno ping-pong tra le case.

Il risultato è che il problema sembra non finire mai, anche quando entrambi i genitori si impegnano.

Pidocchi e genitori separati: stabilisci un protocollo d’azione

La prima cosa da fare quando due genitori separati sono alle prese con i pidocchi del loro bambino è concordare insieme un protocollo d’azione pratico: chi controlla, quando, come, quali prodotti si usano e quando si ripete il controllo.

I genitori possono dividersi i vari compiti e unire le forze per stanare i pidocchi, ripetendo spesso i controlli e adottando alcune precauzioni.

L’importante è essere d’accordo su poche regole non negoziabili, come il controllo con il pettine a denti fitti, la stessa procedura di trattamento se indicata, e la verifica a distanza di giorni per intercettare eventuali nuove ninfe di pidocchio appena nate.

Come trattare i pidocchi: calendario condiviso e controlli fatti bene

La coordinazione tra genitori separati che devono affrontare i pidocchi del loro bambino funziona meglio con un calendario condiviso (basta anche una nota sul telefono) che indichi il giorno del primo controllo, l’eventuale giorno in cui ripetere il trattamento e i giorni di ricontrollo.

Se uno dei due genitori dimentica di fare il controllo e non avvisa, l’altro può pensare che sia tutto ok e abbassare la guardia, permettendo ai pidocchi di ricominciare a infestare il cuoio capelluto: avere un calendario evita dimenticanze e riduce possibili tensioni.

Le regole per il controllo sono semplici: usa una luce forte, inumidisci i capelli del tuo bambino e inizia a pettinarli ciocca per ciocca, sciacquando il pettine dopo ogni passata. Un consiglio utile? Parti dalla nuca e da dietro le orecchie: sono le zone che i pidocchi amano maggiormente per nascondersi.

Lo scopo non è solo vedere il pidocchio (che si muove e può sfuggire), ma riconoscere le lendini: le piccole uova di pidocchio, grandi solo pochi millimetri, che aderiscono al capello e permettono la nascita dei nuovi parassiti.

Hai un dubbio sulla presenza o meno dei pidocchi? Ripeti il controllo il giorno dopo e, se non puoi, avverti l’altro genitore: servirà sia a te che a lui.

Pidocchi e bambini tra due case? Ecco come coordinarsi

Hai verificato (o l’ha fatto l’altro genitore) la presenza dei pidocchi sulla testa del tuo bambino? Se decidete di trattarli in modo casalingo, con un prodotto scelto in farmacia, la regola è seguire alla lettera le istruzioni. Spesso, infatti, i tempi di posa non vengono rispettati in modo esatto e questo può rendere il trattamento inefficace.

Evita, inoltre, mix di prodotti o ripetizioni continue del trattamento “per sicurezza”: questo aumenta solo le irritazioni al cuoio capelluto del bambino e lo stress di tutta la famiglia.

Piuttosto, quando si verifica un problema di pidocchi e il bambino si trova a passare il tempo tra due case, la cosa migliore è acquistare lo stesso prodotto in entrambe le abitazioni, o preparare un kit che viaggi con il bambino.

Cosa viaggia tra le due case (e cosa no)

Per limitare passaggi inutili, è utile avere in ogni casa alcuni oggetti indispensabili: spazzola personale, elastici, cappelli/berretti, cuffie.

Se qualcosa deve viaggiare da una casa all’altra quando il bambino si sposta (per esempio, un casco o un cappellino), è meglio gestirlo con una routine concordata, stabilendo chi deve pulirlo e decidendo chi fa cosa.

Anche il seggiolino auto e il poggiatesta possono entrare nella lista, perché sono punti di contatto ripetuto e potrebbero favorire le reinfestazioni. Disinfettare tutta la casa, invece, non è necessario: meglio concentrarsi su ciò che viene a contatto con la testa, come lenzuola, federe, sciarpe e cappelli.

Comunicazione: come coordinarsi tra genitori separati per affrontare i pidocchi

Le comunicazioni costanti tra genitori separati, come dicevamo, sono molto importanti, quando si parla di pediculosi. Ma non bisogna dimenticare di avvisare anche tutte le altre persone entrate in contatto col bambino (compagni di scuola, nonni, babysitter…).

L’ideale è dare anche alcune istruzioni semplici, come evitare i contatti testa/testa, non scambiare cappelli e pettini e raccogliere i capelli lunghi per cercare di prevenire la pediculosi negli adulti. Se in casa sono presenti fratelli, sorelle o nuovi compagni, inoltre, è bene includerli nel calendario dei controlli, per evitare reinfestazioni in famiglia.

Ricorda, poi, di mantenere sempre la calma e un tono neutro con il bambino: servirà a stemperare la tensione che, inevitabilmente, il problema pediculosi porta con sé.

Genitori separati e pidocchi: quando chiedere aiuto?

Può capitare tuttavia che, nonostante controlli accurati e procedure condivise tra genitori separati, il problema pidocchi si ripresenti: può essere dovuto a un accessorio condiviso, a un controllo non effettuato, a un mancato rispetto delle istruzioni del trattamento oppure a una reinfestazione avvenuta in classe.

Meglio evitare di cercare un colpevole e pensare, piuttosto, alla soluzione migliore. Per evitare ulteriori stress, se la situazione si trascina da tempo e la fine del tunnel sembra allontanarsi sempre di più, è utile fare un controllo professionale: aiuta a eliminare sia i pidocchi che le lendini e a chiudere l’”incubo” pediculosi.

I nostri Centri sono il posto ideale per ottenere un trattamento professionale garantito senza stress: mentre lo staff si occupa del tuo bambino, tu puoi leggere una rivista, guardare sul monitor le varie fasi o, semplicemente, rilassarti.

Trovarsi ad avere a che fare con i pidocchi quando i genitori sono separati e il bambino viaggia spesso tra due case non è facile, lo sappiamo. Per questo, stabilire un protocollo d’azione insieme può essere una soluzione utile per sconfiggere questi parassiti: basta una checklist rapida da salvare sul telefono.

Poche domande, ogni volta che il bambino passa da una casa all’altra, sono utili per trattare i pidocchi senza stress o tensioni anche quando i genitori sono separati:

1) L’ultimo controllo quando è stato fatto?

2) Bisogna ripetere il trattamento?

3) Il prossimo ricontrollo è già segnato?

Insieme alle giuste precauzioni da adottare per evitare reinfestazioni a scuola e in famiglia, sono un ottimo punto di partenza per affrontare la situazione.

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